Da: La Stampa – Grazie a Facebook Messenger e Telegram, addio fare la fila in università o in ospedale

Trascorriamo, e perdiamo, tanto tempo in coda: in ospedale, in banca, allo sportello informativo dell’università. Tutti, chi più chi meno, abbiamo atteso in fila che fosse il nostro turno. Ma ora basta: l’azienda tecnologica Xidera mette a disposizione dei suoi clienti un software che elimina il problema.

 Attraverso gli smartphone, infatti, e in particolare con Facebook Messenger e Telegram, è possibile azzerare le code, gestire gli appuntamenti e razionalizzare i percorsi in diverse strutture. Il dispositivo collega l’utente alle prestazioni richieste, informandolo sul percorso più rapido e sui i tempi di attesa attraverso l’invio di un segnale sullo smartphone, liberandolo dall’obbligo di sostare davanti a un monitor e riducendo al massimo il tempo passato in coda.

Xidera si era specializzata inizialmente nel settore sanitario: in dieci anni 400 strutture italiane hanno programmato al meglio i flussi ambulatoriali, i prelievi e le altre attività cliniche, nel rispetto della privacy e privilegiando i diritti delle fasce più deboli di pazienti. Da qualche anno, invece, il software opera anche nei settori della logistica, delle banche, delle università e della pubblica amministrazione, dove la sensibilità sul tema è in costante ascesa: ogni anno circa 8 milioni di persone sono gestite tramite soluzioni Xidera.

Molte le opzioni offerte. Calypso, ad esempio, elimina l’interazione con i call center attraverso sistemi di chat automatiche e che consente di effettuare le stesse operazioni che una volta si praticavano telefonicamente: basta aprire un dialogo con un operatore virtuale e in pochi attimi è possibile prenotare un appuntamento, acquistare un biglietto o aprire un reclamo. «Le nostre sono soluzioni scalabili – afferma Alberto Schiavon, fondatore e Ceo dell’azienda -, è sufficiente effettuare delle piccole modifiche al sistema per espandere le funzionalità e adattarle ai più diversi campi di applicazione. In questo momento stiamo lavorando a un’ulteriore evoluzione dedicata ai pazienti del pronto soccorso. Oggi, portarvi un parente significa restare ore in attesa senza conoscere con precisione il suo iter di cure all’interno dell’ospedale. Attraverso Messenger, sarà possibile monitorare il percorso del paziente all’interno dei reparti e seguire le cure a cui viene sottoposto. E senza dover scaricare nessuna applicazione».

Fonte: La Stampa, pubblicato il 24/11/2016, Sara Iacomussi. Per leggere l’articolo originale clicca qui